Malonno ospita Pablo Escobar

Potrebbe essere il titolo per un episodio di una serie Netflix, ma in realtà è ciò che succede ogni giorno su instagram.

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Tantissimi utenti in tutto il mondo che utilizzano il noto social network di condivisione foto, si taggano e geolocalizzano ogni volta a Narcos, mentre guardano l’omonima serie tv incentrata sulle vicende di Pablo Escobar.

Potrebbe quindi sembrare che si siano trasferiti nella piccola località malonnese appositamente per guardare la loro serie preferita in santa pace.

Invece si tratta di una errata localizzazione di Instagram che calcola Narcos come località e la fa comparire sotto Malonno. Cercando Malonno tra i luoghi troverete infatti storie e post degli utenti che stanno guardando le gesta di Escobar e dei suoi traffici illeciti.

Provare per credere. Andate su Instagram, cercate Malonno nei Luoghi e … buona visione.

Un aiuto alle scuole locali da Amazon

Visto il periodo di compere ci pare opportuno segnalarvi questa particolare iniziativa proposta dal colosso dell’ecommerce Amazon.

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Il noto sito ha promesso di devolvere parte degli acquisti degli utenti agli istituti scolastici italiani.

Tra questi ci sono anche le nostre scuole materne di Malonno e Lava.

Dal sito www.unclickperlascuola.it è infatti possibile aderire al programma. Una volta collegati e dopo aver fatto l’accesso al sito potrete scegliere 1 o più scuole per le quali Amazon donerà da 2,5% a 1% delle somme da voi spese sul loro sito direttamente dai loro magazzini (non sono validi gli acquisti fatti da venditori terzi).

Potrete anche vedere a quanto ammonta il buono da voi maturato collegandovi sempre al sito dell’iniziativa.

Se siete appassionati di compere on line non perdete tempo e iscrivetevi subito.

Obbligo pneumatici invernali, ecco le date

Manca pochissimo all’inizio di novembre e la stagione invernale si fa sempre più vicina.

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Ecco allora alcune date che ci ricordano quando montare i pneumatici da neve sulla nostra auto.

L’obbligo entrerà in vigore il 15 novembre e fino al 15 aprile 2020. Bisogna però fare attenzione alle eventuali ordinanze territoriali che potrebbero essere emesse dai diversi enti.

Ad esempio vicino a noi troviamo l’obbligo di catene o pneumatici invernali a bordo a Berzo Demo dal 1° novembre, per l’esattezza all’altezza del Km 105,980 (Berzo Demo), a Edolo dal 1° ottobre all’altezza del Km 118,70.

In caso di circolazione senza pneumatici invernali o catene, la multa prevista parte da 85 euro per arrivare a 338€, (59,50€ euro se viene pagata entro 5 giorni). Sulle strade dei Comuni nei quali vige un’ordinanza le multe vanno invece dai 41 a 169 euro (28,70 entro 5 giorni).

Se non volete prendere multe quindi e se non volete trovarvi in difficoltà al Clef de la Castèla durante una nevicata, vi invitiamo ad adeguare al più presto i vostri veicoli.

Questa notte torna l’ora solare

La notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre torna in vigore l’ora solare.

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Per la precisione alle ore 3.00 di domenica la lancetta tornerà indietro di 60 minuti riportandoci alle ore 2.00 come se fossimo in un sequel di Ritorno al Futuro.

Potrebbe però essere una delle ultime volte dato che la Commissione Europea in materia sta valutando l’abolizione dell’orario legale/solare entro il 2021, con a favore chi soffre di disturbi del sonno in stile jet lag.

Per stanotte ricordate di spostare gli orologi…

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Croce del Papa: assolto don Santo

A quattro anni di distanza dal tragico crollo del monumento posto sul dosso dell’androla di Cevo, che causò la morte del giovane Marco Gusmini, arriva la sentenza del giudice che assolve totalmente don Santo Chiapparini dall’accusa di omicidio colposo.

L’ex parroco malonnese era stato indagato in quanto dal 2004 al 2009 è stato membro del consiglio di amministrazione dell’associazione “Croce del Papa” in qualità di vicario zonale. In seguito all’apertura delle indagini aveva scelto il rito abbreviato ed ora è arrivata l’assoluzione definitiva in quanto “il fatto non sussiste” e anche perché dai rilievi effettuati sul legno della Croce, non è stato possibile retrodatare il cattivo stato di conservazione dei materiali al periodo in cui il sacerdote ricopriva la carica.

Insieme a don Santo è stato assolto anche mons. Ivo Panteghini, ex direttore del Museo diocesano.

Il processo proseguirà nei prossimi mesi per le restanti persone indagate: Marco Maffessoli, Elsa Belotti, Bortolino Balotti, don Filippo Stefani e Renato Zanoni.

Editoriale: Sanremo 2018 e il “Baglionellum”

Anche Malonno-News  ha il proprio editoriale sulla grande manifestazione canora italiana.

Abbiamo chiesto al nostro collaboratore esterno Giacomino Ricci un commento sull’edizione 2018 appena andata in archivio, e ci ha accontentato…buona lettura:

Sanremo 2018 e il “Baglionellum”.

Ogni edizione del festival è tradizionalmente preceduta, accompagnata e seguita da una serie di prese di posizioni critiche, a volte di natura assolutamente pregiudiziale, che costituiscono una sorta di apparato ordinario di contorno. Quest’anno niente. Nemmeno i post di critica e contestazione sull’entità dei compensi di ospiti e presentatori, manco ci fossero andati gratis. Tutti bravissimi, elegantissimi, meritevoli di migliori posizioni di classifica. Anche la pessima prestazione degli Elii è riuscita a passare, nei commenti degli opinionisti, come compimento di un progetto intenzionale finalizzato a conquistare l’ultima posizione. Eppure la perfezione è stata visibilmente estranea alla manifestazione, a partire dalle gaffe della presentatrice svizzera che è riuscita ad abbandonare il palco senza annunciare una canzone, roba che neanche ai “figli di” era riuscita. Anche l’autopromozione invasiva delle canzoni di Baglioni è stata ben accolta, roba che se l’avesse fatta Morandi avrebbero parlato di interesse privato in programma pubblico.

Tiritera comune “al centro la canzone”, probabilmente non quella in gara, considerato che gli spazi di massimo ascolto sono stati dedicati agli ospiti (pagati) e non ai concorrenti (paganti).

Il festival degli antidepressivi, del siamo tutti amici. Il festival più vecchio degli ultimi anni, guardando alle canzoni in gara, pensato in funzione del mercato discografico, più che per fotografare lo stato di salute della canzone italiana.

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L’aspetto più inquietante della formula 2018 mi pare però essere legato a quello che potremmo chiamare “Baglionellum”. Obiettivo dichiarato è stato evitare ai concorrenti l’umiliazione della bassa classifica o dell’eliminazione. Cosa che se avesse assicurato la presenza di superbig eternamente assenti dalla manifestazione se non come superospiti superpagati avremmo potuto capirlo. Di fatto però la selezione dei concorrenti è stata come al solito “di mercato” e l’unico vero vantaggio della mancanza di eliminazioni è stato la garanzia di presenza di tutti nella serata dei duetti. Chiariamoci una cosa: o uno lavora per il gusto di quello che fa, e quindi possono valutarlo come vogliono che tanto non glie ne frega niente, e quindi nessun problema se sono in fondo alla classifica, o lavora per raggiungere un obiettivo superiore rispetto agli altri e in questo caso essere classificato fa la differenza, e non sapere come sono mezzo è frustrazione. Qui invece è come se volessero far credere che sono tutti artisti puri invasati di ideali, ma che il confronto li umilia perché l’obiettivo non è l’arte ma il successo. Tant’è vero che sia gli anni passati che quest’anno si è sentito dire che l’eliminazione, o il posizionamento basso di alcuni interpreti, è stato “poco rispettoso” della loro carriera, quasi che le classifiche del festival debbano essere concepite come forme di assistenza sociale piuttosto che come graduazione del gradimento di una prestazione. Agli incapaci impopolari va praticamente garantito un collegio elettorale sicuro che ne preservi la dignità, perché non sanno fare altro nella vita. Anche a costo di sacrificare la possibilità di crescita a gente che potrebbe davvero portare qualcosa di nuovo. Sottolineiamolo, stiamo sempre parlando di festival.

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A far puzzare di strano la scelta di Baglioni c’è poi un’altra sfumatura: la fumosità delle classifiche. In tutti i contesti di valutazione (scuola, concorsi, sport, …) è essenziale che venga dichiarato in modo chiaro ed univoco il metro di valutazione, prima di procedere all’esame. Lo fanno anche i giudici dei concorsi di selezione del bestiame che valutano a partire da chiari parametri che definiscono “a monte” se un animale deve essere “bello magro” o “bello grasso”. Questi parametri vengono mantenuti costanti e replicati nei diversi momenti della gara. E’ essenziale sia così, perché ti fa capire cosa si vuole promuovere e sapere come vieni valutato ti permette, se ti interessa di vincere, di adeguarti ai criteri. La mancanza dei criteri garantisce la soggettività e, con la stessa, l’inciucio. Vale anche per il festival: dichiarare che deve essere “della canzone” e non “della voce” può fare la differenza. Al tempo stesso sappiamo perfettamente come diverse possano essere, in presenza della medesima canzone, le valutazioni di una giuria composta da musicisti, piuttosto che da fans di questo o di quel cantante. Da qui la ricerca della perfetta alchimia tra televoto (a pagamento, quindi irrinunciabile, ma pericolosissimo perché facilmente manipolabile e giovanilista), critici musicali (una volta interessati a valori di qualità, oggi molto più prossimi a quelli di classifica), demografica. Non solo: altra differenza viene dalla tempistica: dalle sfumature di alcune dichiarazioni delle scorse edizioni è emerso in modo chiarissimo che le giurie critiche conoscevano, prima di formalizzare il proprio voto, se non gli esiti quanto meno le tendenze di televoto e demografiche e hanno potuto agire di conseguenza per “evitare” quelli che consideravano eccessi inaccettabili.

Comunque la si voglia vedere la formula alchemica dell’edizione 2018, sicuramente pubblicata nei regolamenti, oltre ad essere difficile da presentare (qui i conduttori hanno giocato le gag più imbarazzate di questa edizione) è stata mimeticamente nascosta da una serata all’altra, tant’è vero che le classifiche presentate di sera in sera non rappresentavano l’espressione costante del medesimo metro di giudizio, ma erano flash singoli di istantanee scattate da diversi punti di vista. Il risultato finale è quindi perfettamente coerente con gli ordini di scuderia di partenza: davanti alla mancata scelta di criteri di valutazione definiti, vincono tutti, comunque vada. Il Baglionellum si candida quindi a prossimo sistema elettorale garantista.

 

FEDERER VERSO L’OTTAVO TITOLO DI WIMBLEDON

 

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Liquidando anche Tomas Berdich in tre set molto tirati, sua maestà Roger si accinge a conquistare l’ottavo titolo a Wimbledon e non ci sono scaramanzie che tengano, ma purtroppo lo sanno tutti, lo sa Lui e lo sa il povero Marin Cilic,

cilic500che Domenica per lui sarà già una vittoria, perché oltre ad essere la sua prima finale nel tempio del tennis, la giocherà con colui che batterà il record di vittorie in quel campo e in assoluto.

Verissimo (e lo sport lo dimostra sempre ) che le competizioni bisogna vincerle e Federer potrebbe anche perdere, al mondo tutto è possibile, ma le probabilità che vinca Marin sono talmente remote che se solo riuscisse a vincere un set (e questo sarebbe l’unico perso in tutto il torneo per Roger) passerebbe alla storia solo per quello.

Il Federer di oggi e di questo torneo non lascia possibilità a nessuno, ha fatto veder un tennis senza uguali, fuori da ogni regola, schema o religione, semplicemente inarrivabile, e non conta se i tre grandi sono usciti sfortunatamente

 

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a Wimbledon 2017 non ce ne sarebbe stato per nessuno, il signore del tennis o il tennis fatto uomo ha dettato le sue leggi e la sua regola. Domenica dovrà solo scomodarsi a ritirare il suo trofeo ..l’OTTAVO !

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DICO LA MIA

 

L’avevo già detto e lo ribadisco, la grandezza di Federer, quello che lo renderà unico e lo consacrerà il più forte di tutti i tempi, a mio modo di vedere, non sono i titoli vinti e i record conquistati, perché ci potrà essere sempre uno che li supererà, ma il fatto che ha vinto cambiando tre generazioni, il fatto che ha vinto con un tennis unico, migliorando lo stesso modo di giocare che aveva quasi vent’anni fa , dimostrando di vincere non solo quando era forte e gli avversari non erano certamente di livello immenso, ma di vincere a 36 anni in mezzo agli squali a dei marziani ed a un livello di gioco che va a mille, dove puoi tranquillamente perdere da chiunque dei primi venti o trenta, perchè il livello oggi si è alzato tantissimo, vincere in mezzo a degli enfant prodige che spuntano come funghi ogni anno, giocando un tennis che riduce al minimo gli infortuni tenendo la prestazione atletica ad altissimo livello ed eseguendo il tutto con un eleganza che non si può pareggiare. Questo è quello che consacrerà Federer il più grande, come Jordan nel Basket o Pelè nel calcio…..gl’immortali.

Grande merito anche a suoi allenatori e al preparatore che ha saputo dare un valore a una cosa che nello sport agonistico va troppo dimenticata, logorando così l’altleta  a volte in maniera irreversibile…il RECUPERO !!!

OLIO DI PALMA , QUESTO DEMONIZZATO ALIMENTO

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In questi ultimi tempi sembra essere di moda scrivere sulle confezioni di biscotti, merendine , cioccolate e quant’altro  “ Senza olio di palma “ quasi come se questo alimento fosse una delle cose più nocive in circolazione per la lavorazione di dolci, ma andiamo in profondità e conosciamolo meglio.

L’oilo di Palma come la maggior parte degli oli tropicali ha un alto contenuto di acidi grassi saturi, come quelli di origine animale,  questi assunti in eccesso sono dannosi per la salute dell’uomo (anche se ultimamente ci sono parecchie controversie). Bisogna anche dire che tutti gli oli in commercio contengono acidi grassi saturi, chi più e chi meno , l’olio d’oliva ne ha 14 gr per 100 gr , l’olio di cocco 87 gr su 100.

L’olio in questione viene estratto dai frutti della palma, molto simili ai datteri, per le sue caratteristiche si presta a molte lavorazioni ed utilità, quindi non solo nell’industria dolciaria, ma anche in cosmetica per i saponi, come combustibile e per friggere, inoltre, fattore da non sottovalutare, ha un costo di lavorazione inferiore rispetto alla maggior parte degli oli.

Tutti gli oli tropicali hanno alti contenuti di acidi grassi saturi, molto probabilmente perché le loro piante vivono in luoghi molto caldi e i loro frutti hanno questa caratteristica, rispetto a quello di oliva , di girasole, di lino, che sono coltivati in luoghi decisamente più freschi, quindi con più bassi contenuti.

Gli abitanti di quelle zone hanno sempre consumato e utilizzato questi frutti e quindi oli, ma allora cos’è che fa male ?? forse qualcuno crede che sostituendo l’olio di palma con il burro oppure con olio di girasole raffinato sia meno nocivo? niente di più errato, quello che veramente fa male non è l’alimento in origine ma le sue lavorazioni per estrarlo o per produrne di più con meno fatica. Lo stesso olio di oliva raffinato fa male, tutti gli alimenti lavorati chimicamente o industrialmente diventano nocivi per la salute, perché perdono tutte le loro proprietà nutritive iniziali e producono agenti tossici per la salute. Anche il nostro corpo se pur in minore quantità ha bisogno di acidi grassi saturi , come di vitamine e minerali, tutti in giuste quantità però ! …questo è il tanto demonizzato olio di palma .

 

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DICO LA MIA

In riferimento a questo articolo e a un prossimo ancora in lavorazione, voglio dire (come diceva un cantautore spagnolo ) è un mondo difficile … bisogna stare molto attenti, tutto quello che ci viene proposto e pubblicizzato al giorno d’oggi, viene fatto principalmente per interesse, dietro a tutto questo ci stanno grosse industrie, case farmaceutiche, ditte petrolifere, Banche, grandi politici e industriali , il loro principale interesse è un tornaconto economico, di certo non interessa la salute e il benessere dei consumatori. L’olio di palma, per molti fino a poco tempo fa sconosciuto, è diventato famoso grazie all’interesse di bravi giornalisti, i quali denunciando una produzione massiva di olio per fini industriali , denunciando disboscamenti inquietanti nelle zone tropicali con depauperamento di flora e fauna  e produzione smodata di olio industriale senza controllo, causando una riduzione drastica di vendita perché i consumatori hanno iniziato a non comperare più prodotti con oli di Palma. Ma la risposta delle grandi industri non ha tardato, subito prodotti c0n etichetta evidenziata con scritto SENZA OLIO DI PALMA…….ma perché pensate che quello che ci infilano al suo posto sia meno dannoso ???

meditiamo

CLAUDIO

Intossicazione alimentare al campo scuola di Don Santo

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Doveva essere un normale “rientro alla base” dopo la settimana trascorsa al Campo Estivo a Malosco in Val di Non (TN), invece nel rientro il pullman che trasportava la comitiva di don Santo Chiapparini, ha dovuto fare una tappa forzata al Pronto soccorso di Santa Maria del Carmine di Rovereto.

Alcuni bambini infatti hanno avvertito forti dolori a ventre e stomaco, si pensa a causa di cibi avariati mangiati durante il soggiorno estivo. Probabilmente a scatenare il tutto sembra essere stato un dolce contenente delle uova avariate.

In totale sono stati 17 i bambini che hanno manifestato i sintomi, alcuni di essi sono stati trattenuti per accertamenti, ma il tutto per precauzione e senza ricadute particolari.

Di seguito il servizio di TELETUTTO

http://video.giornaledibrescia.it/video-server/media/video/7457.mp4