Coronavirus: dalla Cina con furore! Ne parliamo con una malonnese appena rientrata in patria

Ormai tutti avrete sentito parlare del CoronaVirus, il virus cinese che sta mietendo vittime e che ha allertato tutta la comunità scientifica internazionale. Ma quali sono davvero i pericoli per chi vive in Cina e noi come possiamo difenderci da questa possibile epidemia?

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Per capire meglio cosa sta succedendo abbiamo deciso di parlarne con Sabrina, malonnese doc, che si trovava fino a pochi giorni fa nella capitale cinese.

 

Ciao Sabrina, grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domante. Tu ti trovavi in Cina per il tuo percorso di studi, quanto avresti dovuto fermarti ancora e come mai sei rientrata ora in Italia?

Sì ero lì per un doppio titolo della durata di un anno scolastico, quindi avrei dovuto finire a inizio luglio circa. Al momento nulla è stato sospeso, ma l’inizio del nuovo semestre è stato ufficialmente rimandato a data non ancora definita. Le lezioni sarebbero dovute ricominciare il 1 marzo.

Ti hanno obbligata a rientrare in Italia o è stata una tua scelta personale?

La questione del rientro è complessa da spiegare. Di fatto è una scelta individuale nostra, sebbene dalla mia università sia arrivato l’invito a considerare la situazione attuale nel paese e i possibili sviluppi. Quindi non tanto la gravità del virus in sé (allo stato della ricerca attuale) ma le evidenti misure che il paese sta prendendo per arginare il fenomeno e quelle che probabilmente anche gli altri paesi inizieranno a prendere di conseguenza. Le università sono state invitate a minimizzare il movimento in entrata e in uscita degli studenti, vietando di fatto lo svolgersi di tirocini, corsi extra e altre attività a cui gli studenti si dedicano in questo periodo di vacanza. Quindi meglio rientrare ora a casa propria prima che per un periodo di tempo venga bloccato il traffico aereo. Il rischio era appunto quello di rimanere in Cina isolati.

Tu in quale città ti trovavi? Le scene che vediamo al telegiornale di città deserte e negozi chiusi le hai potute vivere in prima persona? Sono veritiere?

Io mi trovavo a Pechino. Non parlerei esattamente di città fantasma, durante il capodanno cinese la capitale e le grandi città (quelle con il più alto tasso di migrazione interna) si svuotano letteralmente e quasi tutte le attività chiudono. Quindi si fa un po’ troppo allarmismo su questo punto. Quando sono partita io si iniziava più che altro a rimandare la fine delle vacanze del capodanno cinese e sospendere gli eventi che richiamassero grandi folle (come i festeggiamenti del capodanno stesso). Qualche attività sta quindi prolungando il tempo di chiusura, ma altre continuano comunque a lavorare incessantemente. C’è da dire che molte persone preferiscono ordinare online in modo da non dover viaggiare sui mezzi pubblici o uscire in luoghi affollati.

Come ha reagito e sta reagendo la popolazione locale?

Tutti sono ben informati sulle misure precauzionali da prendere e ognuno le applica. I campus universitari hanno letteralmente controlli della temperatura ad ogni ingresso e nessuno può entrare salvo gli studenti. Pure nella maggior parte dei complessi condominiali se vengono fatti degli ordini bisogna ritirare i pacchi all’ingresso perché nemmeno ai corrieri è permesso entrare. Le stazioni della metro di Pechino sono attrezzate per controllare i passeggeri.. Insomma ci si sta muovendo in modo celere per informare tutti e per prevenire il contagio. Il governo cinese in questo ci tiene molto anche politicamente per mostrare che è ampiamente in grado di gestire la situazione.

Proprio nel momento in cui scriviamo l’OMS ha dichiarato lo stato di emergenza e in Italia si registrano i primi 2 casi. Vuoi dare un consiglio ai nostri lettori?

Lo stato di emergenza globale dichiarato dall’OMS non significa che è cambiata la natura del virus, ma la risposta: in questo modo l’OMS può di fatto imporre delle misure e richiedere dei fondi in modo che la gestione dell’epidemia possa avvenire in modo più coordinato possibile, soprattutto per tutelare quei paesi la cui sanità non possiede le risorse sufficenti per implementare dei meccanismi così complessi. Per prima cosa finché non saranno trascorsi i giorni di una possibile incubazione del virus è buona norma, per le persone che rientrano dalla Cina o sono state a contatto con potenziali infetti, proteggere chi gli sta accanto indossando la mascherina. Ora più che mai è il momento di diffondere informazioni vere per evitare facili allarmismi. Verificate sempre la fonte delle notizie che ricevete e siate responsabili delle informazioni che condividete. Questo momento passerà ed è fondamentale avere la testa sulle spalle!

sabrina

Ringraziamo Sabrina per la disponibilità e vi ricordiamo il sito del Ministero della Salute salute.gov.it QUI trovate delle utili FAQ. Potete per ogni necessità in merito contattare il numero di telefono dedicato 1500.