Le “valvole covid”

Il progetto del dott.Renato Favero, ex primario dell’ospedale di Gardone Val Trompia, è tanto semplice quanto geniale: si tratta di costruire una maschera respiratoria d’emergenza riadattando una maschera da snorkeling della decathlon in un respiratore per la terapia intensiva da donare agli ospedali bresciani.

Il braccio realizzatore dell’intuizione soprascritta è invece la ditta Isinnova di Brescia che si è occupata di trasformare l’idea in un oggetto concerto.
Il brevetto è libero e chiunque abbia una stampante 3d può dare una mano a realizzare le valvole.

L’occasione è stata colta al volo anche da Armando e il suo socio Andrea: da domenica la loro attrezzatura è in funzione 24 ore su 24 per realizzare i componenti che potrebbero salvare delle vite umane. La produzione è continua e ininterrotta anche a distanza grazie alle telecamere del loro negozio.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Armando che ci ha rilasciato una breve dichiarazione: “Le 500 valvole necessarie a Brescia sono state stampate in pochissimi giorni ed ora ci siamo messi a disposizione tramite apposito form che si trova sul sito dell’ideatore Isinnova, per eventuali nuove richieste degli ospedali…la solidarietà è stata davvero tantissima, anche chi non poteva stampare si è reso disponibile a donare le maschere o chiedevano se potevano fare altro

Recentemente si sono occupati di loro anche le Iene che hanno realizzato un articolo sul loro sito

COVID-19 primo caso a Malonno, lettera del sindaco

La conferma della ATS che accerta il primo caso di positività al coronavirus a Malonno è arrivata nella serata di ieri.

Si attende di scoprire se ci saranno altri casi. Voci non confermate indicherebbero almeno 1 altro malonnese positivo o in attesa di conferma del tampone.

Ormai c’è da ricordare che i numeri non contano nulla, l’unica cosa davvero importante per la salute di tutti è quella del rigoroso rispetto delle regole e dei comportamenti di sicurezza.

Appena giunta in redazione la lettera del sindaco Ghirardi che vi lasciamo integrale qui di seguito.

Tenete duro malonnesi

#stateacasa #andratuttobene

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Coronavirus: il punto della situazione in paese

Continua la situazione di allerta delle ultime settimane, intendiamo quindi pubblicare alcuni documenti emessi dagli enti locali al fine di favorirne la diffusione.

L’amministrazione comunale ha emesso il seguente comunicato con delle info utili per reperire alimenti, farmaci e suggerimenti per un corretto utilizzo di ambulatori e uffici comunali

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Anche dalla RSA Ferraglio giunge un comunicato che fa il punto della situazione e intende ringraziare personale e soprattutto i famigliari degli ospiti per la pazienza e la serietà dimostrata in queste settimane

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Infine la Parrocchia di Malonno comunica che le messe continueranno per il momento ad essere a porte chiuse senza partecipazione di popolo. Le celebrazioni per il triduo dei defunti sono rimandate.

Per questi motivi  la S. Messa di Domenica sarà trasmessa sul nostro sito e sulle pagine Facebook ufficiali della parrocchia, a partire  dalle ore 11.00

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Coronavirus, il comunicato dalla Parrocchia

Anche la Parrocchia e tutta la curia bresciana si sono subito mosse in ottemperanza all’ordinanza regionale per l’ormai noto coronavirus.

Riceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo le informazioni che il neo Parroco malonnese don Simone ha scritto per queste giornate di “quarantena”.

Il don ci tiene a specificare che la celebrazione delle messe sarà a porte chiuse, senza partecipazione di popolo, proprio in ottemperanza alle varie disposizioni di Regione e Vescovo di Brescia. Ciò vale anche per la S. Messa di domenica prossima.

Le chiese di giorno resteranno comunque aperte per permettere la preghiera personale, sono invece sospesi catechismo, corsi ed altre attività organizzate da oratorio o parrocchia.

In attesa di sapere se ci saranno variazioni per la prossima settimana, vi lasciamo la comunicazione della parrocchia in merito ai fatti appena citati

 

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Il Coronavirus sposta anche le Migole

Durante la giornata di ieri è stata emanata l’ordinanza del presidente della regione Lombardia che regola e disciplina alcune importanti attività del territorio, in seguito ai casi di contagio degli ultimi giorni.

In particolar modo fino a domenica 1 marzo (per ora) sono vietate tutte le manifestazioni di qualsiasi genere e tutte le attività di aggregazione sia pubbliche che private.

Anche la Sagra delle Migole, come da nota emessa dal direttivo della ProLoco, è stata rinviata a sabato 18 aprile 2020.

Vi lasciamo con alcune linee guida emesse dal   Ministero della Salute, invitandovi a mantenere la calma e usare il buon senso.

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Coronavirus: dalla Cina con furore! Ne parliamo con una malonnese appena rientrata in patria

Ormai tutti avrete sentito parlare del CoronaVirus, il virus cinese che sta mietendo vittime e che ha allertato tutta la comunità scientifica internazionale. Ma quali sono davvero i pericoli per chi vive in Cina e noi come possiamo difenderci da questa possibile epidemia?

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Per capire meglio cosa sta succedendo abbiamo deciso di parlarne con Sabrina, malonnese doc, che si trovava fino a pochi giorni fa nella capitale cinese.

 

Ciao Sabrina, grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domante. Tu ti trovavi in Cina per il tuo percorso di studi, quanto avresti dovuto fermarti ancora e come mai sei rientrata ora in Italia?

Sì ero lì per un doppio titolo della durata di un anno scolastico, quindi avrei dovuto finire a inizio luglio circa. Al momento nulla è stato sospeso, ma l’inizio del nuovo semestre è stato ufficialmente rimandato a data non ancora definita. Le lezioni sarebbero dovute ricominciare il 1 marzo.

Ti hanno obbligata a rientrare in Italia o è stata una tua scelta personale?

La questione del rientro è complessa da spiegare. Di fatto è una scelta individuale nostra, sebbene dalla mia università sia arrivato l’invito a considerare la situazione attuale nel paese e i possibili sviluppi. Quindi non tanto la gravità del virus in sé (allo stato della ricerca attuale) ma le evidenti misure che il paese sta prendendo per arginare il fenomeno e quelle che probabilmente anche gli altri paesi inizieranno a prendere di conseguenza. Le università sono state invitate a minimizzare il movimento in entrata e in uscita degli studenti, vietando di fatto lo svolgersi di tirocini, corsi extra e altre attività a cui gli studenti si dedicano in questo periodo di vacanza. Quindi meglio rientrare ora a casa propria prima che per un periodo di tempo venga bloccato il traffico aereo. Il rischio era appunto quello di rimanere in Cina isolati.

Tu in quale città ti trovavi? Le scene che vediamo al telegiornale di città deserte e negozi chiusi le hai potute vivere in prima persona? Sono veritiere?

Io mi trovavo a Pechino. Non parlerei esattamente di città fantasma, durante il capodanno cinese la capitale e le grandi città (quelle con il più alto tasso di migrazione interna) si svuotano letteralmente e quasi tutte le attività chiudono. Quindi si fa un po’ troppo allarmismo su questo punto. Quando sono partita io si iniziava più che altro a rimandare la fine delle vacanze del capodanno cinese e sospendere gli eventi che richiamassero grandi folle (come i festeggiamenti del capodanno stesso). Qualche attività sta quindi prolungando il tempo di chiusura, ma altre continuano comunque a lavorare incessantemente. C’è da dire che molte persone preferiscono ordinare online in modo da non dover viaggiare sui mezzi pubblici o uscire in luoghi affollati.

Come ha reagito e sta reagendo la popolazione locale?

Tutti sono ben informati sulle misure precauzionali da prendere e ognuno le applica. I campus universitari hanno letteralmente controlli della temperatura ad ogni ingresso e nessuno può entrare salvo gli studenti. Pure nella maggior parte dei complessi condominiali se vengono fatti degli ordini bisogna ritirare i pacchi all’ingresso perché nemmeno ai corrieri è permesso entrare. Le stazioni della metro di Pechino sono attrezzate per controllare i passeggeri.. Insomma ci si sta muovendo in modo celere per informare tutti e per prevenire il contagio. Il governo cinese in questo ci tiene molto anche politicamente per mostrare che è ampiamente in grado di gestire la situazione.

Proprio nel momento in cui scriviamo l’OMS ha dichiarato lo stato di emergenza e in Italia si registrano i primi 2 casi. Vuoi dare un consiglio ai nostri lettori?

Lo stato di emergenza globale dichiarato dall’OMS non significa che è cambiata la natura del virus, ma la risposta: in questo modo l’OMS può di fatto imporre delle misure e richiedere dei fondi in modo che la gestione dell’epidemia possa avvenire in modo più coordinato possibile, soprattutto per tutelare quei paesi la cui sanità non possiede le risorse sufficenti per implementare dei meccanismi così complessi. Per prima cosa finché non saranno trascorsi i giorni di una possibile incubazione del virus è buona norma, per le persone che rientrano dalla Cina o sono state a contatto con potenziali infetti, proteggere chi gli sta accanto indossando la mascherina. Ora più che mai è il momento di diffondere informazioni vere per evitare facili allarmismi. Verificate sempre la fonte delle notizie che ricevete e siate responsabili delle informazioni che condividete. Questo momento passerà ed è fondamentale avere la testa sulle spalle!

sabrina

Ringraziamo Sabrina per la disponibilità e vi ricordiamo il sito del Ministero della Salute salute.gov.it QUI trovate delle utili FAQ. Potete per ogni necessità in merito contattare il numero di telefono dedicato 1500.